L’attuale ordinamento dell’Ateneo è quello previsto dalla legge Gelmini del 2010. Che la situazione dell’università post-Gelmini vada nettamente rivista è un fatto (noi, come molti, lo abbiamo sostenuto anche prima che la riforma diventasse orrida realtà), come i governi degli anni passati e quello attuale abbiano intenzione di farlo ci preoccupa però molto, soprattutto considerato il precedente della “Buona Scuola”.

Ad ogni modo, si può rappresentare la struttura dell’Ateneo con una piramide che partendo dalla base è composta da:

  1. Corso di studio: cioè i corsi di laurea triennale, magistrale e magistrale a ciclo unico. La sua gestione dipende dal Consiglio di corso di laurea, che riunisce tutti i docenti e i rappresentanti degli studenti e che delibera nell’ambito della didattica, dal manifesto degli studi all’ammissione di studenti da altri atenei o corsi, fino al regolamento di laurea; le sue decisioni vanno poi avallate dagli organi “superiori”, in primis i dipartimenti.
    Ricorda che per qualsiasi problema tu possa incontrare, i rappresentanti del tuo corso sono il tuo primo riferimento!
  2. Dipartimento: è una struttura che riunisce i corsi di laurea afferenti al suo ambito; ha un ruolo fondamentale come fulcro decisionale sia per la didattica sia per la ricerca, di cui gestisce i fondi. Anche all’attività dei dipartimenti partecipano rappresentanti degli studenti dai corsi che a ciascun dipartimento afferiscono.
  3. Scuola: ne fanno parte i dipartimenti della stessa area e ha compiti di coordinamento e valutazione dell’attività di dipartimenti e corsi. Come per corsi e dipartimenti, la rappresentanza studentesca partecipa al consiglio di scuola, con un peso pari al 15%.

    Adesso arriviamo agli organi centrali, da cui dipende la gestione dell’università nel suo complesso:

  4. Consiglio degli Studenti: il più alto organo di rappresentanza studentesca, riunisce e coordina l’attività di rappresentanza nei dipartimenti; inoltre il suo parere è obbligatorio (ma assolutamente non vincolante, purtroppo) per decisioni come il piano delle tasse o il regolamento didattico.
  5. Senato Accademico: ufficialmente ancora il principale organo per le decisioni su didattica e ricerca, ma in realtà può solo elaborare proposte e pareri; ne fanno parte alcuni direttori di dipartimento, docenti e ricercatori di ciascuna macroarea, quattro rappresentanti degli studenti e un rappresentante dei dottorandi.
  6. Consiglio di Amministrazione: i consiglieri fidati del Rettore. Si compone di 11 membri: oltre a Sua Maestà, cinque docenti e tre esterni e due studenti, gli unici membri eletti.
    Il CdA è il vero organo di potere: decide in merito a gestione amministrativa e finanziaria ma anche in merito all’apertura e alla chiusura di corsi; inoltre dà pareri vincolanti al Senato, che di fatto non può decidere autonomamente. Tutto questo potere è in mano a persone esterne all’università e a consiglieri non eletti.
  7. Il Rettore: la riforma ha provveduto a dargli anche i poteri che prima gli mancavano, rendendolo più simile a un monarca che a un amministratore.
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