Non per noi, ma per tutti

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Il Sindacato degli Studenti è un movimento nato nel 2002 per risolvere esigenze concrete e per promuovere, tutelare e rivendicare i diritti degli studenti. Apartitico ed indipendente da qualunque organizzazione, si propone di informare gli studenti su tutte le questioni che li riguardano e di cercare, con il dialogo e il confronto, le soluzioni più utili per i loro diritti e i loro interessi.

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Screen Shot 2017 03 22 at 13.17.37Ieri ci siamo incontrati col nuovo commissario dell’ESU Padova, si è discusso di diversi temi di interesse studentesco e abbiamo portato molte proposte, secondo noi necessarie, da adottare a Padova per garantire un reale Diritto allo Studio Universitario. In generale il riscontro è stato positivo su tutti i punti e in futuro ci saranno ulteriori incontri in modo da poter valutare l’effettiva attuazione delle proposte.
Abbiamo inoltre consegnato al nuovo Commissario una copia del Manifesto per il Diritto allo Studio (https://goo.gl/OJjZrj <--) che abbiamo elaborato insieme a tutti voi, anche nelle residenze, nel 2014/2015, per avere una base di discussione organica su cui discutere anche in futuro.
RESIDENZE
  • Wi-Fi: è necessario che la connessione ad Internet sia realmente fruibile e abbastanza potente da servire tutti i residenti, per questo si farà partire un monitoraggio del servizio e, dati alla mano, si procederà ad un potenziamento in modo da sopperire alle mancanze esistenti nelle residenze. Sarà ovviamente necessario un costante controllo da parte di noi studenti.
  • Orario di ricevimento dei direttori di residenza: abbiamo proposto che sia istituito un orario di ricevimento dei direttori di residenza, in modo che siano raggiungibili da qualsiasi studente residente che abbia bisogno di parlare con loro.
  • Emeroteche e biblioteche di residenza: abbiamo proposto la reintroduzione del fondo di acquisto libri e riviste per le residenze, nel contesto dei fondi messi a disposizione degli studenti in residenza per attività culturali e di socializzazione.
  • Apertura delle residenze a settembre: è una nostra proposta costante, che riproponiamo di anno in anno, ma quest’anno per la prima volta abbiamo ricevuto una risposta che sembra aprire alcuni spiragli.
  • Accessibilità: abbiamo chiesto una valutazione del numero di posti letto per studenti con disabilità, anche alla luce della dichiarata volontà dell’Università di diventare sempre più inclusiva e quindi attrattiva in tal senso, in modo da poter agire preventivamente e non soltanto in modo emergenziale. Inoltre abbiamo chiesto che anche le residenze che non hanno posti letto per studenti con disabilità siano comunque accessibili e fruibili come spazi di socialità e studio idonei per tutti.
  • Residenza Ceccarelli: ci è stata segnalata dagli studenti in Ceccarelli una situazione non accettabile. In una delle aule comuni infatti è presente un’infiltrazione d’acqua tale da mettere a rischio la sicurezza dell’aula stessa, e il Commissario si è impegnato a far eseguire un controllo, per poi agire sul problema nei tempi più rapidi possibile.
MENSE
  • Abbiamo portato la nostra proposta pensata per rendere le mense accessibili economicamente a tutte e tutti, chiedendo che venga introdotto un’opzione di acquisto per pasti a massimo 2.50€, comprendenti: un primo, il coperto, il pane e le bevande. Siamo consapevoli come questa manovra non risolva i problemi di cui soffre il nostro sistema mense, troppo caro e poco diffuso, ma questa potrebbe rappresentare un piccolo beneficio per gli studenti a costo zero per l’Ente. Continueremo poi il nostro operato già iniziato nel rendere le mense più ecosostenibili e con menù più vari e di qualità. Su questo punto il commissario si è detto favorevole e verrà iniziata una valutazione, su cui vi manterremo aggiornati, per studiarne la fattibilità.
In generale riteniamo che questo incontro sia stato positivo, le aperture sono molte ma vigileremo attentamente affinché ne conseguano delle azioni concrete e non soltanto delle promesse. Stay tuned.
Stay Infopoint Diritto allo Studio Unipd.
Stay Il Sindacato Degli Studenti
Libertà è Partecipazione!
Education Is A Right 0Report del CdA UniPD del 21/03
Ieri, durante la seduta del Consiglio d’Amministrazione della nostra Università, è stata discussa la proposta di riforma della tassazione. Questa si è resa necessaria in virtù dell’adempimento necessario ai nuovi obblighi legislativi in riferimento alla Legge di stabilità 2017 che da quest’anno tutti gli Atenei dovranno rispettare. Noi abbiamo deciso di esprimere voto contrario a tale proposta.
Già il 21 dicembre 2016 avevamo esplicitato le criticità ed espresso di conseguenza voto contrario al Bilancio di Previsione di Ateneo 2017, consapevoli proprio di ciò che sarebbe successo con l’applicazione della legge di stabilità e della totale assenza di garanzie per gli studenti nel momento in cui sarebbero stati rivisti i criteri di contribuzione studentesca. E, sebbene ci dispiaccia constatarlo, si è verificato esattamente ciò che avevamo previsto.
La Legge di Stabilità 2017 obbligherà tutte le Università a dotarsi di un Regolamento della Contribuzione studentesca, in cui saranno introdotti alcuni cambiamenti:
  • la riformulazione dei contributi richiesti agli studenti sotto un’unica voce denominata “Contributo omnicomprensivo”;
  • l’applicazione di una No-Tax Area per gli studenti fino a 13mila euro di ISEE, con ridotti criteri di merito per poterne usufruire, all’interno della quale gli studenti non pagano il Contributo omnicomprensivo;
  • l’applicazione di una tassazione ridotta per gli studenti con ISEE compreso tra 13 e 30mila euro.
Il problema fondamentale per molte università, compresa la nostra, è che l’applicazione della Legge di Stabilità comporterà una perdita considerevole per il bilancio di Ateneo, considerato che i soldi provenienti dalle tasse degli studenti con ISEE inferiore a 30mila euro saranno di meno e che i fondi specifici predisposti dallo Stato a fronte di questa manovra (55 milioni nel 2017, 105 milioni negli anni successivi) quasi sicuramente non riusciranno a coprire interamente le perdite economiche di tutti gli atenei.
In un’ottica di salvaguardia del lavoro di riforma della tassazione svolto lo scorso anno (https://goo.gl/ywTQga <--), ma a tutela anche del bilancio universitario, la soluzione proposta dall’Ateneo è stata pertanto quella di recuperare la quota di disavanzo, prevedendo un aumento progressivo della tassazione per gli studenti appartenenti a fasce economicamente più ricche, ovvero dai 30mila euro di ISEE in poi.
Ad una rapida lettura questa scelta può sembrare ragionevole, dato che la sensazione complessiva che si evince dal nuovo regolamento è quella di una redistribuzione del peso della contribuzione studentesca, in cui diminuiscono le tasse ai più “poveri” e aumentano quelle per i più “ricchi”.
Ma dal nostro punto di vista questa lettura è sbagliata, per diversi motivi che abbiamo esposto durante la riunione del Consiglio di Amministrazione.
Innanzitutto bisogna considerare che la riduzione delle tasse per tutti gli studenti al di sotto di 30mila euro di ISEE non è una scelta dell’Ateneo, bensì del Governo: in altre parole l’Ateneo non ha deciso di alzare le tasse a chi risulta nelle fasce più alte di reddito per poterle abbassare alle fasce più basse, è stato soltanto costretto ad applicare le direttive della Legge di Stabilità. Tuttavia la copertura che è stata predisposta a livello nazionale, come già detto, non basterà a sopperire le mancanze che si troverà ad avere l’Ateneo, ed è per questo motivo che la proposta è stata quella di aumentare le tasse ad alcuni studenti. Noi, in quanto rappresentanti degli studenti, non possiamo accettare l’idea che le tasche degli studenti diventino il fondo di sicurezza a cui attingere nei momenti di difficoltà, specie se, come in questo caso, i fondi per far fronte all’applicazione di queste disposizioni dovrebbe provenire dallo Stato.
Inoltre abbiamo fatto notare anche in altre circostanze che la nostra Università, in buona compagnia di moltissime altre in Italia, è già “fuorilegge”, dato che percepisce una quota di contributi studenteschi eccedente il limite imposto per legge. Pensare di perseguire una logica che comprende seppur limitatamente un aumento ulteriore della contribuzione studentesca ci sembra francamente indecoroso.
Infine abbiamo fatto notare, anche in incontri precedenti, che il parametro ISEE di uno studente spesso e volentieri non rappresenta la reale situazione economica della sua famiglia. Oltretutto dai dati che ci ha comunicato l’Ufficio Diritto allo Studio soltanto poco più di un terzo degli studenti presenta ogni anno l’ISEE per richiedere la borsa di studio o la riduzione della tassazione, dato da cui si evince la mancanza di consapevolezza da parte degli studenti dei propri diritti e dei servizi messi a loro disposizione, dovuta molto probabilmente ad una carente comunicazione dei benefici derivanti dalla presentazione del valore ISEE.
Per questi motivi ci siamo sentiti in dovere di esprimere voto contrario a tale delibera.
Non ci siamo limitati però a criticare il modello proposto, ma (sia ieri che negli incontri precedenti con l’ufficio Diritto allo Studio) abbiamo avanzato alcune idee e spunti di riflessione:
  • l’Ateneo non ha realmente fatto tutto il possibile per non aumentare la tassazione: ha infatti deciso di mantenere un sistema di valutazione del merito, le “Borse mille e una lode” che, ad oggi, non risponde adeguatamente a dei reali criteri di valorizzazione del merito e costa all’Università un milione di euro all’anno. Abbiamo quindi chiesto che, in futuro, prima di aumentare ulteriormente la contribuzione studentesca per qualsiasi motivo, si valuti questa voce di spesa come fonte di finanziamento;
  • abbiamo ottenuto da parte dell’Ateneo un impegno in delibera a ridistribuire, direttamente o sotto forma di servizi agli studenti, qualsiasi eccesso di entrate in seguito a questa riforma della tassazione;
  • abbiamo chiesto che, nei prossimi anni, si proceda ad una valutazione del nuovo sistema adottato in modo che si possa eventualmente ripensare e diminuire la tassazione anche per le fasce più alte ;
  • abbiamo ottenuto dall’Ateneo l’impegno a chiedere al Governo la copertura totale delle spese collegate a tale riforma.
La questione della tassazione non si ferma qui: è necessario un ripensamento totale di questa fonte di finanziamento degli Atenei, che dovrebbero diventare quindi un investimento che tutta la società fa su se stessa, a spese quindi della fiscalità generale, e non un investimento che una famiglia fa, se se lo può permettere, sul futuro di un figlio o una figlia.
Continueremo a batterci per un’università più giusta, equa e accessibile a tutte e tutti.
Libertà è partecipazione!

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